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Greggi decimate e pastori affamati. Mongolia piegata dal gelo

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Greggi decimate e pastori affamati. Mongolia piegata dal gelo

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Gelo record e tempeste di neve rischiano di ridurre la Mongolia alla fame. Fonte di sostentamento per oltre un terzo della popolazione, a pagarne il prezzo è per primo il bestiame: già 4,5 milioni gli animali stroncati dalla successione di rigidissime temperature invernali a un’estate particolarmente secca. Le perdite, secondo le prime stime, ammonterebbero a un decimo del totale.

Una situazione che desta allarme soprattutto alla luce di tradizioni e composizione sociale: dei tre milioni di abitanti della Mongolia, un quarto sono nomadi che sopravvivono soltanto grazie alle greggi.
“Sono migliaia – spiega Francis Markus della Croce Rossa per l’Asia orientale -, le famiglie che hanno perso tutti i propri animali. Persone in gran parte provenienti dalle comunità di pastori già più povere e vulnerabili del paese, che ora sono state precipitate in condizioni davvero, davvero drammatiche”.
Un’emergenza che proprio la Croce Rossa sta provando a tamponare con una cordata di solidarietà. L’appello è a raccogliere l’equivalente di circa 700.000 euro da destinare agli aiuti.

Il rischio, secondo gli esperti, è che a uscirne stravolte siano strutture sociali secolari. Proseguisse il maltempo, in centinaia di migliaia sarebbero costretti a cercare rifugio nelle città, abbandonando intere aree del paese. La speranza è ora nelle temperature che in alcune provincie hanno ripreso a salire.