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Spagna, prosegue il dibattito sulla corrida, tra animalisti convinti e cultori delle tradizioni

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Spagna, prosegue il dibattito sulla corrida, tra animalisti convinti e cultori delle tradizioni

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“La tortura non è cultura”, gridano i manifestanti a Madrid. Al centro della protesta di oggi, e non è una novità, i tori e le corride: tradizioni nazionali da salvaguardare o pratica crudele?

La regione autonoma di Madrid, sembra propendere per la prima ipotesi e, suscitando le proteste, vorrebbe tutelare la corrida come arte nazionale.

“Quello che stiamo facendo oggi – dice il responsabile di un gruppo animalista internazionale – è dare una mano ai nostri colleghi spagnoli per contrastare la decisione che si accinge a prendere il governo di Madrid”.
“Non ci sono argomenti per giustificare la corrida – dice una dimostrante – è solo crudeltà contro gli animali”.

In Spagna ci sono posizioni variegate sull’argomento: il parlamento della Catalogna ha organizzato delle audizioni in vista di una legge che potrebbe mettere al bando i combattimenti con i tori.

Ma nella capitale c‘è chi difende la tradizione: “Se i manifestanti non amano le corride – dice un residente di Madrid – , non le vedano. Ma a quelli cui piacciono deve essere consentito di andarci”.

Altre due regioni di destra, quelle di Valencia e di Murcia, intendono affiancarsi alla capitale, inserendo le corride nelle tradizioni da tutelare.