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Poche speranze per i marinai sudcoreani dispersi

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Poche speranze per i marinai sudcoreani dispersi

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Si affievoliscono le speranze di trovare in vita i 46 marinai sudcoreani dispersi, monta la rabbia dei parenti. Mentre sembrano ormai escluse implicazioni del regime nordcoreano nell’affondamento della corvetta Cheonan, i soccorsi continuano. Dalla base navale di Pyeongataek, a sud di Seul, il capitano racconta: “Stavo pianificando il programma del giorno successivo quando la nave ha virato a destra, circa 90 gradi, e ho sentito un forte boato – ha detto Choi Won-il. Al contempo, i generatori, tutti le comunicazioni e i contatti sono saltati”.

L’affondamento della nave – 1200 tonnellate di stazza – aveva fatto in un primo momento temere a un imminente scontro diretto tra Seul e Pyongyang, che da oltre mezzo secolo si contendono le acque territoriali del Mar Giallo a ridosso delle quali è avvenuto l’incidente. Scontri si sono verificati tra le forze di sicurezza e i parenti dei marinai in cerca di notizie e spiegazioni sulle cause di quanto accaduto.