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Israele chiude in varchi con la Cisgiordania, manifestanti sfidano il divieto

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Israele chiude in varchi con la Cisgiordania, manifestanti sfidano il divieto

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Pochi metri in Israele, poi il ritorno forzato in Cisgiordania. Un centinaio tra palestinesi e israeliani, cristiani e musulmani, sostenuti da attivisti stranieri, hanno sfidato la chiusura dei varchi che il governo dello Stato ebraico impone ogni anno per tutta la durata delle festività pasquali.

Reclamavano il diritto di pregare liberamente a Gerusalemme. La polizia del checkpoint di Betlemme li ha fermati, 12 sono stati interrogati, gli altri caricati in autobus e riportati indietro.

Dopo le violenze di venerdì nella striscia di Gaza Netanyahu ha promesso “una ferma risposta a qualsiasi attacco”.

Il premier israeliano ha anche negato quanto riportato da alcuni media ossia che considera Obama “una catastrofe per Israele”.

Due i soldati israeliani rimasti uccisi negli scontri con i militanti palestinesi. Tsahal ha poi effettuato due incursioni vicino Khan Younis per spianare il terreno e avere maggiore visibilità del territorio.
Si tratta delle violenze più gravi dalla fine dell’offensiva israeliana 14 mesi fa.