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Morti e feriti negli scontri tra israeliani e palestinesi a Gaza

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Morti e feriti negli scontri tra israeliani e palestinesi a Gaza

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Al confine Striscia di Gaza e Israele è tornata la violenza, con almeno tre palestinesi e almeno due soldati dello Stato Ebraico uccisi. Dal campo profughi di Jabalya, nel nord della Striscia, sostenitori di Hamas sono scesi in strada per celebrare quello che è stato il peggiore scontro a fuoco da oltre un anno. Un portavoce dei miliziani ha espresso soddisfazione per quella che ha definito una “reazione naturale all’aggressione del nemico sionista” e ha parlato di successo della resistenza e dell’operazione condotta dalle Brigate al Qassam.

Ed è stato il braccio armato di Hamas il primo a rivendicare gli attacchi avvenuti nei pressi di Khan Yunis, nel nord della Striscia di Gaza, controllata dai miliziani da quasi tre anni. Una battaglia durata ore. Iniziata, sembrerebbe, con un agguato contro Tsahal, con l’obiettivo, forse, di sequestrare soldati israeliani, come nel caso di Ghilad Shalit, il caporale catturato nel 2006.

Ne sarebbe seguito un prolungato scambio con armi pesanti e leggere, durante il quale si registrano anche alcuni feriti gravi. In serata, i carri armati israeliani hanno poi fatto irruzione a Gaza. Il degradarsi della situazione getta una nuova ombra sul processo di pace in Medio Oriente, dove l’avvio dei colloqui indiretti tra le parti resta bloccato sulla questione degli insediamenti israeliani. Preoccupazione per la situazione è stata espressa dal capo della diplomazia europea Catherine Ashton.