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Italia al voto, "Tanti insulti, poca politica" secondo Ilvo Diamanti

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Italia al voto, "Tanti insulti, poca politica" secondo Ilvo Diamanti

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Sempre sulla scena, soprattutto quando si sta per votare. Il premier, Silvio Berlusconi, si è speso moltissimo in prima persona in queste elezioni regionali, che ancora una volta ha trasformato in plebiscito. Il suo obiettivo: evitare l’astensionismo degli elettori del suo partito, il Popolo della Libertà.

Ilvo Diamanti, analista politico, professore di Scienza della politica all’università di Urbino: “Le preoccupazioni maggiori per Berlusconi vengono in primo luogo dai suoi elettori più tiepidi e delusi. In secondo luogo dalla Lega, che è un alleato fedele ma che potrebbe scavalcare il PdL nel Nord e trovarsi magari con due Regioni. Dall’altro lato più che dal centro-sinistra il premier sembra preoccupato dai magistrati e dai conduttori televisivi”.

Un fatto significativo di questa campagna elettorale è stato lo stop ai talk-show politici in Tv, imposto con il pretesto di rispettare la legge sulla par condicio e di non favorire alcun partito.
Di fronte a questo divieto Michele Santoro, conduttore di Anno Zero, ha organizzato una trasmissione a favore della libertà di espressione, andata in onda su diverse Tv locali e su Internet, “Raiperunanotte”, che ha avuto il 13% di share.

Ilvo Diamanti: “Questo è un Paese nel quale ormai i partiti sono poco presenti nella società e molto presenti nei media. E’ per questo che il controllo dei media diventa determinante. E’ un problema di libertà? Sì, ma è anche un problema di politica, di ruolo della politica e dei partiti”.

Da tempo il dibattito politico in Italia è sempre più retorico, ridotto a slogan. Il linguaggio è aggressivo e carico di insulti.

Diamanti: “Questa spirale – ed è una spirale quasi di violenza per fortuna soprattutto verbale ma talora non solo – serve anche a mettere in luce differenze, che non sono più così palesi come un tempo. La politica che diventa marketing, quando il marketing mette a confronto prodotti la cui distanza non è così evidente, allora si grida e si cerca di vendere il prodotto nel modo più esplicito, più diretto possibile”.