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'Falstaff' a Montecarlo

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'Falstaff' a Montecarlo

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Al teatro dell’Opera di Montecarlo, nel mitico palazzo del Casino, il pubblico è accorso numeroso alla prova generale del ‘Falstaff’ di Verdi.

In cartellone una grande star: il basso-baritono gallese Bryn Terfel, che così ci presenta il protagonista, da lui interpretato:

“Falstaff viene preso in giro da queste due bellissime donne con cui crede ancora di farcela grazie alle due preziose lettere a loro inviate. E’ un uomo immenso, che lotta contro la vecchiaia, non vuole mollare la giovinezza – è un personaggio estremamente virile.”

Un Falstaff che assomiglia a un gallo… ma che c’entrano gli animali dell’aia col borgo di Windsor all’epoca di Enrico IV? L’abbiamo chiesto al regista, che è anche direttore del teatro dell’opera monegasco.

“La mia, dice Jean-Louis Grinda, è una visione molto personale di Falstaff, che ho voluto rappresentare attraverso il prisma della fiaba. Questo permette di creare una distanza con la storia, che mi piace, perché si crea uno spazio tra l’essere umano come dovrebbe essere, e l’animale che mostriamo, che non ha comunque perso la sua umanità.”

“In questa produzione, dice Bryn Terfel, l’animale prende il sopravvento sulla caratterizzazione; anche se il regista mi ha chiesto di non esagerare coi movimenti del gallo, è difficile trattenersi dal fare qualche movimento.”

Bryn Terfel è considerato uno dei piu’ grandi baritoni del nostro tempo. Corteggiato dai maggiori teatri del mondo, apprezzato interprete mozartiano, ormai si dedica quasi a tempo pieno a Wagner.

“Quando uno canta Mozart, scherza, può permettersi di avere una vita sociale, va al cinema, a ristorante, alle mostre… ma quando si lavora su Wagner uno torna casa, chiude la porta, e non mette più il naso fuori. E ‘Falstaff’ è l’unica opera di Verdi che canto.”

Quanto al nostro eroe, beffato e pentito, ritrova l’antica baldanza, e detta la morale della storia: “Tutto nel mondo è burla”, e siamo “tutti gabbati.”

“Falstaff, conclude il regista, è fatto oggetto di due enormi beffe, ma alla fine dice una cosa molto giusta: ‘voi vi siete presi gioco di me ma senza di me non avreste potuto esercitare la vostra arguzia – sono io che ho aggiunto un po’ di sale alla vostra esistenza’.”