ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Abusi sessuali: i casi che imbarazzano la Chiesa

Lettura in corso:

Abusi sessuali: i casi che imbarazzano la Chiesa

Dimensioni di testo Aa Aa

L’affare Murphy scoppia dopo le dimissioni del monsignor John Magee, accettate dal Papa. Il vescovo della diocesi di Cloyne, in Irlanda, ex segretario personale di tre predecessori di Benedetto VXI, è accusato di non essere intervenuto per punire i casi di pedofilia avvenuti nella sua diocesi.

Il Vaticano ha voluto sottolineare che è inaccettabile insabbiare i casi di abusi sessuali che hanno travolto la chiesa cattolica.

Prendendo atto della gravità degli scandali, il Papa aveva inviato una lettera pastorale ai fedeli irlandesi condannando questi casi e esortando i vescovi a non occultarli. Una prima per la Chiesa, ma che arriva troppo tardi come dice un fedele:

“Se lo avesse fatto dieci anni fa tutto questo adesso non sarebbe avvenuto, sarebbe stato risolto e dimenticato”.

La domanda che assilla i cattolici è: il Papa era a conoscenza di questi crimini quando sono avvenuti, in particolare in Germania?

Joseph Ratzinger, quando era arcivescovo di Monaco, tra il 1977 e il 1982, accolse nella sua diocesi un prete accusato di pedofilia a Essen e spedito nel capoluogo bavarese per una terapia. Il sacerdote in seguito ebbe nuovi incarichi pastorali. Il Papa secondo la stampa tedesca sapeva del suo passato.

E poi ci sono le accuse di abusi sui minori del coro della cattedrale di Ratisbona, di cui il fratello del Papa, Georg Ratzinger è stato direttore tra il 1964 e il 1994. Lui ha negato di essere a conoscenza dei fatti.

Infine il Papa nel 2008 aveva già dovuto gestire la crisi provocata dallo scandalo dei casi di pedofilia scoppiato negli Stati Uniti nel 2001. In quell’occasione aveva esortato alla riconciliazione della Chiesa.

Le diocesi avevano dovuto pagare oltre due miliardi di dollari alle vittime, 11mila in totale secondo un inchiesta penale conclusasi nel 2004 negli Stati Uniti.