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Sarkozy, batosta regionali, rimpasto d'obbligo

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Sarkozy, batosta regionali, rimpasto d'obbligo

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Di necessità virtù. Fedele allo spirito da Presidente iperattivo, Nicolas Sarkozy ha subito tratto le conseguenze della disfatta alle regionali francesi e preparato un rimpasto di governo.

Non un semplice restyling: entrano personaggi che stravolgono l’impostazione del Presidente neogollista e determinano in un certo senso la riscossa dello “chirachismo”. A partire da François Baroin, avvocato, ex giornalista, già portavoce di Chirac, che praticamente lo adottò dopo la morte accidentale del padre. Fino a due settimane fa imputava a Sarko l’emorragia dell’Ump. E’ definito uno “chiracchiano sarko-compatibile”. Andrà al Bilancio lasciato da Eric Woerth.

Addio a Xavier Darcos, l’uomo più pesantemente punito per l’esito del voto. Ministro del Lavoro, protagonista di una bruciante sconfitta nella sua circoscrizione, gestiva la patata bollente della riforma delle pensioni.

Con l’arrivo poi di Georges Tron come Segretario di Stato alla Funzione Pubblica le acrobazie continuano. Tron è un fedelissimo del nemico giurato di Sarkozy, Dominique de Villepin. Il quale, proprio ieri, ha annunciato la nascita in giugno di un nuovo partito: alternativa a destra e sfida lanciata per le presidenziali 2012.

E le notizie negative per Sarkozy si accumulano: secondo i sondaggi il 58% degli elettori non vorrebbe nemmeno che si ripresentasse alle elezioni. Da qui a sapere se i socialisti saranno capaci di far fruttare la vittoria di Martine Aubry…