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Google, reazione prudente di Pechino

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I cinesi portano fiori sull’insegna dell’ufficio locale di Google, come per celebrare il funerale del motore di ricerca americano che ha deciso di lasciare Pechino dopo le polemiche sulla censura e gli attacchi informatici. La reazione del governo è però prudente.

Il portavoce del ministero degli esteri ha affermato che si tratta di un atto isolato da parte di una compagnia commerciale, che non dovrebbe pregiudicare i rapporti con gli Stati Uniti, a meno che il caso venga politicizzato da altri. Il governo ha inoltre annunciato che la prossima sessione del dialogo sino-americano si terrà, come previsto, a Pechino alla fine di maggio.

Da ieri, Google reindirizza il traffico proveniente dalla Cina sul suo server di Hong Kong. Ma questo non consente agli internauti di superare i filtri censori imposti dal governo. Se si compie una ricerca su temi sensibili, come piazza Tienanmen o Dalai Lama, si continuano a ottenere pagine bianche. L’iniziativa della compagnia di Mountain View ha dunque, per il momento, solo conseguenze commerciali.

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