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Divorzi coppie binazionali, la Commissione Ue lancia cooperazione rafforzata

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Divorzi coppie binazionali, la Commissione Ue lancia cooperazione rafforzata

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Facilitare le procedure per il divorzio tra coppie binazionali grazie a un mezzo mai usato prima. E’ l’obiettivo della commissione europea: la responsabile della giustizia e dei diritti dei cittadini Viviane Reding propone di applicare il meccanismo della cooperazione rafforzata che permette a un minimo di nove membri dell’Unione di agire, senza l’accordo di tutti.

Bruxelles vuole assicurare alle coppie miste che decidono di divorziare quale sarà la giurisdizione competente. Sono circa 140mila all’anno i divorzi tra persone di Paesi europei differenti.

La Commissione vuole dare a queste coppie la possibilità di scegliere il Paese e quindi la legge che sarà applicata al loro caso. Attualmente le procedure sono complicate e lunghe, chi ha i mezzi per spostarsi ricorre al tribunale di un altro Paese con una legislazione più favorevole. Spesso a discapito del membro più debole della coppia.

“Ciò permetterebbe di armonizzare le regole per la determinazione della giurisdizione competente e sarebbe un modo per regolare molto più facilmente la questione del riconoscimento nello spazio europeo”, afferma l’avvocato Régine Hazee.
“In quel caso infatti si avrebbe una base comune per cui una decisione presa in uno Stato potrebbe essere riconosciuta in un altro Paese europeo”.

La prima proposta della Commissione risale a quattro anni fa, ma finora non ha ottenuto l’unanimità degli Stati membri. Una decina di Paesi, tra cui l’Italia, sono favorevoli all’applicazione della cooperazione rafforzata per uscire dall’impasse.