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Cina, processo a Rio Tinto

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Cina, processo a Rio Tinto

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Spionaggio industriale e corruzione: inizia oggi al tribunale di Shanghai il processo contro il direttore della filiale cinese del gruppo minerario anglo-australiano Rio Tinto e altri tre impiegati. Un processo che suscita molta attenzione negli ambienti diplomatici e nella comunità degli affari.

L’australiano Stern Hu, responsabile di Rio Tinto in Cina, si dichiarerà colpevole del reato di corruzione, insieme a uno dei suoi impiegati, ma non per lo spionaggio industriale.

Sul caso è intervenuto il primo ministro australiano Kevin Rudd: “Lo dico molto chiaramente: la Cina ha un sistema giuridico differente dal nostro e da quelli del resto del mondo. E il mondo osserverà con molta attenzione lo svolgimento di questo processo”.

Secondo l’accusa, i dirigenti di Rio Tinto avrebbero corrotto alcuni industriali siderurgici cinesi in occasione dei negoziati sui prezzi del minerale di ferro, che peraltro si sono conclusi con un nulla di fatto. Pur dichiarandosi colpevoli, due degli imputati contestano l’ammontare della corruzione, stimato intorno al milione di euro.

Gli accusati rischiano fino a 5 anni di carcere.