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British Airwasy, secondo giorno di sciopero

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British Airwasy, secondo giorno di sciopero

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Al secondo giorno di sciopero, la battaglia tra vertici British Airways e sindacato si sposta sui numeri della protesta. Il primo sciopero da 13 anni dei diendenti della compagnia di bandiera britannica sta creando disagi non solo al traffico interno, ma anche a quello internazionale. E, con le elezioni previste a inizio maggio, il premier Gordon Brown non dorme sonni tranquilli.

I vertici aziendali, intanto, minimizzano: “Sta andando tutto molto bene, anzi, meglio del previsto – dice il direttore generale della compagnia, Willie Walsh -. Abbiamo potuto fare partire tutti i voli programmati, aggiungendo persino qualche collegamento. Abbiamo fatto partire tutti i passeggeri che avevamo promesso di fare viaggiare. I piani di contingenza hanno funzionato meglio di quanto non pensassi”.

Secondo Unite, il principale sindacato britannico, British Airways sarebbe invece in grado di garantire solo un terzo dei voli previsti. “Vogliono una guerra, vogliono provarci e prensersela con questo gruppo di dipendenti, credo che questo sia poco lungimirante – dice il co-segretario generale di Unite, Tony Woodley -. Non si tratta della solita paranoia sindacale anni Settanta, credo che sia la paranoia dei vertici stile anni Settanta”.

Altri giorni di sciopero sono previsti per fine marzo. Sul fronte politico, i Conservatori calcano la mano sui legami del sindacato con il governo Brown e lo accusano di privilegiare gli interessi del sindacato a detrimento di quelli del Paese.