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In piazza, ma sfiancate. "Camicie rosse" a dura prova in Thailandia

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In piazza, ma sfiancate. "Camicie rosse" a dura prova in Thailandia

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Prosegue ma si affievolisce in Thailandia la protesta delle “camicie rosse”. I sostenitori dell’ex premier in esilio Thaksin Shinawatra continuano a manifestare nel centro di Bangkok.
Al quinto giorno di mobilitazione, il movimento comincia a perdere di partecipazione e incisività. Improbabile sembra l’auspicato coinvolgimento di ceti medi e popolazione urbana, nella “lotta di classe” invocata contro il governo in carica di Abhisit Vejjajiva.

Lo stop alla protesta, ribadiscono i manifestanti, potrà soltanto passare per il voto del popolo.
“Devono sciogliere il parlamento e indire nuove elezioni – dice uno di loro -. Dovrebbero ascoltare la voce della gente. Non limitarsi a prendere le difese dei loro sostenitori”.

Appelli in cui in cui le camicie rosse vengono sostenute dallo stesso Taksin Shinawatra. Incoraggiamenti in video ripetuti a più riprese, che non sembrano però bastare per dare una spallata al governo. Forte del sostegno di elites, militari e magistratura, Vejjajiva risponde ai manifestanti continuando a negare ogni compromesso e dialogo.