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Usa-Russia: la strada accidentata verso Start 2

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Usa-Russia: la strada accidentata verso Start 2

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Lo scorso luglio, dopo mesi di negoziati e incontri preparatori fra russi e americani, i due presidenti firmavano a Mosca un accordo preliminare sulla riduzione dei due più grandi arsenali nucleari del mondo.

Era una delle priorità fissate dalla presidenza Obama a inizio mandato.

Obiettivo: dare un successore al trattato per il disarmo Start firmato nel 1991 da Bush padre e da Gorbaciov, scaduto dal 5 dicembre scorso. Trattato che ha portato a consistenti riduzioni degli arsenali dopo la guerra fredda.

Si stima che all’epoca le due superpotenze possedessero oltre 10 mila testate nucleari ciascuna, cifra che calerà costantemente negli anni successivi fino ai 2.200 degli americani oggi, e i 2.800 dei russi. Il traguardo desiderato sarebbe di scendere a un massimo di 1.675 entro sette anni.

Ma Start 2 incappa in vari ostacoli. Come lo scudo antimissile Usa nell’Europa dell’Est, che innervosisce Mosca e la spinge a chiedere che nell’accordo siano incluse le armi difensive. Richiesta respinta da Washington.

A fine anno, quando sembrava in vista un accordo, improvvisamente i negoziati si bloccano. Per il primo ministro russo Putin, la ragione è semplice: “Sappiamo – dice – che i nostri partner americani stanno sviluppando un sistema di difesa antimissile. Noi invece no”.

A luglio Obama, in un gesto conciliatorio, aveva abbandonato il progetto originario per uno più flessibile e meno ambizioso, con basi in Romania e Bulgaria. Ma a Mosca non basta: per la Russia resta un’ingerenza nella sua zona d’influenza.

Il braccio di ferro in realtà non mette tanto in pericolo la sicurezza mondiale, quanto piuttosto i bastoni fra le ruote ai progetti americani di accelerare il disarmo nucleare nel mondo. Un progetto presentato lo scorso settembre al Consiglio di sicurezza dell’Onu.

In quell’occasione le due potenze dovevano dare l’esempio in vista della conferenza sul trattato di non proliferazione nucleare di maggio: per convincere i paesi membri del trattato internazionale, in blu sul grafico, a continuare a ridurre il loro arsenale, e poter fare pressione sulle potenze nucleari che il trattato non l’hanno firmato. Questa almeno l’ambizione di Washington, che Start 2 faciliterebbe. Ma la Russia non ha fretta, il che la pone in una posizione di forza nei negoziati. La Duma ha già avvertito che il testo non sarà ratificato se gli Stati Uniti non cedono sullo scudo.