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Usa e Israele vogliono abbassare la tensione

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Usa e Israele vogliono abbassare la tensione

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Stati Uniti e Israele vogliono abbassare la tensione. Ma difronte agli scontri di ieri a Gerusalemme e stando come stanno le divergenze sull’espansione delle colonie, resta da vedere come tornare al dialogo.

10 palestinesi e 15 agenti israeliani feriti, 60 arresti il bilancio degli scontri nella “giornata della collera” convocata da Hamas.

Il ministro degli Esteri israeliano Eli Yishai si è tuttavia detto fiducioso che le relazioni tra Israele e Stati Uniti torneranno come prima. “C‘è una lunga, storica amicizia” ha aggiunto.

La scorsa settimana l’annuncio della costruzione di 1600 nuove case a Gerusalemme Est ha scatenato la peggior crisi di sempre tra i due alleati storici. E ora si parla di un secondo nuovo piano case. Ma anche il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton preferisce parlare di comprensione e confronto:

“Siamo attivamente impegnati nelle consultazioni con Israele sui passi che riteniamo necessari per mantenere i requisiti minimi del processo di pace” ha detto. “Sappiamo quali siano le difficoltà. E’ un grosso sforzo per entrambe le parti”.

Nel momento in cui i colloqui israelo-palestinesi mediati dagli Usa sono di fatto bloccati sulla questione dello stop agli insediamenti, l’Europa va in cerca di un ruolo attivo. Il capo della diplomazia europea Catherine Ashton, ieri in visita in Libano, incontrerà oggi i leader israeliani e palestinesi. Lunedì, al Cairo, il suo giudizio era stato netto: “i nuovi insediamenti israeliani sono illegali e minano la pace”.