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Toyota avanza dubbi sull'incidente della Prius

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Toyota avanza dubbi sull'incidente della Prius

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L’incidente della Prius che ha fatto scalpore la settimana scorsa non convince i vertici di Toyota. A San Diego, in California, il conducente ha sostenuto che la vettura è rimasta incontrollabile per una ventina di minuti, con l’acceleratore bloccato ad alta velocità; ma dagli accertamenti tecnici fatti in officina, il racconto del proprietario risulta incoerente.

“La nostra indagine non è ancora conclusa – dice il portavoce della Toyota, Mike Michels -, ma crediamo che ci siano contraddizioni tra il racconto degli eventi dell’8 marzo e i riscontri tecnici. Dire che sia stato fatto del sensazionalismo è addirittura troppo poco”.

La casa automobilistica non dà del bugiardo a James Sikes, il conducente, ma insinua pesanti dubbi. Il legale che assiste Sikes risponde così:

“E’ come se dentro l’auto ci fosse un fantasma – afferma John Gomez -, e questo fantasma è il sistema Toyota. Non lascia un codice di avaria, non lascia tracce e quindi il guasto non si può replicare”.

Toyota ha dovuto richiamare 9 milioni di veicoli per problemi all’acceleratore e affrontare la tempesta mediatica che ne è seguita. Accelerazioni incontrollate sarebbero all’origine di almeno 5 incidenti mortali avvenuti negli Stati Uniti.