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Sangue versato davanti al governo. Le camicie rosse thailandesi verso una manifestazione-choc

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Sangue versato davanti al governo. Le camicie rosse thailandesi verso una manifestazione-choc

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La protesta pacifica delle camicie rosse thailandesi è giunta al quarto giorno. A decine di migliaia gli oppositori del primo ministro restano mobilitati, anche se il governo non dà alcun segno di voler cedere alla piazza, che ne chiede le dimissioni.

Così il movimento, sostenuto dall’ex premier Takhsin Shinawatra, latitante perchè condannato per corruzione, punta a iniziative spettacolari.

Jatupon Prompman, dirigente del movimento, spiega che la mobilitazione è pacifica ma per mostrare non solo simbolicamente la situazione attuale, è stato deciso di usare il sangue.

Sangue dei militanti, da versare a litri davanti alla sede del governo. Un colpo mediatico sul quale il primo ministro Vejjajiva ha espresso molte critiche.

“La raccolta di sangue è una iniziativa pacifica ma non corretta, dato che lascia intendere che il governo voglia usare la forza e creare un bagno di sangue. E non è affatto così”.

Dalla latitanza, l’ex capo del governo, un ricco uomo d’affari ed editore di canali tv, ha parlato al telefono al raduno dei suoi sostenitori, ai quali ha rinnovato l’invito a continuare la lotta.