ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Riunione fra 7 paesi africani sul terrorismo nel Sahel

Lettura in corso:

Riunione fra 7 paesi africani sul terrorismo nel Sahel

Dimensioni di testo Aa Aa

Il terrorismo islamico al centro della riunione ministeriale di coordinamento fra sette paesi africani ad Algeri. I ministri degli esteri di Burkina Faso, Libia, Mali, Mauritania, Niger, Chad e Algeria si sono incontrati per discutere della situazione nella regione del Sahel, a sud del Sahara.

Una situazione che il padrone di Casa, Mourad Medelci, ha riassunto così: “Nostro compito è innanzi tutto valutare la minaccia terroristica, che si sta sviluppando pericolosamente e che sta assumendo una nuova dimensione con le sue connessioni multiple e sempre più strette con il crimine organizzato, il traffico di droga e di armi”.

La minaccia principale è rappresentata dal gruppo di al-Qaida nel Maghreb Islamico, o Aqmi, un’emanazione dei gruppi terroristici algerini degli anni Novanta, oggi collegato su più livelli al crimine organizzato.

Questi combattenti islamici nati in Algeria, negli anni Novanta, al picco della loro attività, erano 28 mila.

Vent’anni dopo, la rete si è estesa ai paesi vicini. Gli estremisti operativi nella regione del Sahel sono alcune centinaia.

In origine, si tratta di un movimento di resistenza islamico contro il governo laico algerino. L’insurrezione prende il via in seguito all’annullamento del secondo turno delle elezioni del 1992, vinto dal Fronte islamico di salvezza.

È la guerra civile. Il Gia, il Gruppo islamico armato, fa calare il terrore sul paese. Nel 1998 alcuni membri se ne staccano, in dissenso con i metodi brutali, che prendevano di mira anche i civili.

Nasce così il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, che dal 2003 si dichiara vicino ad al-Qaida. La rete terroristica riconoscerà il Gspc come gruppo affiliato tre anni dopo. Prenderà allora il nome di al-Qaida nel Magreb islamico.

Il gruppo è ormai più potente del Gia, e gode del sostegno della popolazione perché non prende di mira i civili. I locali, quanto meno. Bersagli sono invece gli stranieri, incluse le Nazioni Unite, come nel doppio attentato suicida del 2007 che fa 41 vittime, fra cui 17 dipendenti Onu.

Un’attività proficua risulta essere il sequestro, in tutti i paesi della regione. Azioni che servono a finanziare al Qaida in Maghreb attraverso la riscossione dei riscatti.

Finora, Europa e Stati Uniti sono rimasti immuni dagli attacchi dell’Aqmi. Se il gruppo abbia i mezzi per colpire l’Occidente in casa, non è chiaro. Ma le operazioni condotte dalle polizie europee mostrano che le ramificazioni esistono. La minaccia, senza essere sopravvalutata, è comunque presa sul serio.