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Israele: sassi contro lacromogeni, si teme la terza Intifada

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Israele: sassi contro lacromogeni, si teme la terza Intifada

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Una sassaiola fitta con tutta la rabbia palestinese contro Israele. C‘è chi teme una nuova Intifada. Siamo a Gerusalemme est: il movimento islamico Hamas ha proclamato “la giornata della collera” per protestare contro la riapertura, lunedì, dell’antica sinagoga di Hurva.

Una situazione esplosiva, per la quale Israele ha dispiegato 3 mila soldati. Ai fedeli mussulmani è stato vietato l’accesso al Monte del Tempio per il quinto giorno consecutivo. Le proteste erano scoppiate già nei giorni scorsi in risposta ai progetti israeliani di costruire circa 1.600 nuovi alloggi nel settore orientale della città santa. Un piano che ha creato attriti anche con Washington. Non a caso l’inviato americano per il Medioriente George Mitchell ha annullato l’incontro odierno con il presidente israeliano Shimon Peres.

La sinagoga di Hurva, distrutta dai giordani nel ’48 durante la prima guerra arabo-israeliana e ricostruita, si trova ad appena 400 metri dalla moschea di Al Aqsa, il terzo luogo sacro islamico.
A infiammare la rabbia palestinese anche l’inclusione della Tomba dei patriarchi di Hebron e la tomba di Rachele tra i siti del patrimonio religioso ebraico.

Gli Usa si aspettano ora una risposta formale sulla questione dei nuovi insediamenti israeliani, un progetto annunciato la settimana scorsa durante la visita del vice-presidente americano Joe Biden, giunto in Israele per cercare di rilanciare il processo di pace.