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Thailandia, premier sotto assedio dei manifestanti ma esclude le dimissioni


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Thailandia, premier sotto assedio dei manifestanti ma esclude le dimissioni

Due soldati dell’esercito thailandese sono rimasti feriti per un lancio di granate avvenuto davanti a una caserma della capitale Bangkok.

Non si sa ancora se il gesto sia collegato al braccio di ferro in atto nel paese, tra l’opposizione e l’attuale capo del governo, Vejjajiva.

Quest’ultimo, da giorni nel mirino degli oppositori, parlando alla tv, ha escluso di dimettersi, e ha respinto l’ultimatum lanciato dai manifestanti, che volevano entro oggi vedere sciolto il parlamento e indette elezioni anticipate.

Il movimento delle “camicie rosse”, legato all’ex premier Thaksin Shinawatra, in esilio per evitare di scontare le condanne per corruzione, minaccia di paralizzare il paese, col blocco di stazioni, strade e aeroporti, come già accaduto nel 2009.

Un precedente che spinge i vertici militari a non sottovalutare i rischi del clima di scontro politico. Attorno alla caserma dell’Undicesimo Reggimento di Fanteria, dove secondo alcune fonti avrebbe trovato rifugio il governo, sono state schierate altre 20 compagnie di soldati, per difendere l’edificio da un possibile tentativo di invasione da parte delle camicie rosse.

I manifestanti, intanto, si sono spostati, tornando nella piazza dalla quale era cominciata la protesta.

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