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Priorità di Atene: finanziare debito e deficit

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Priorità di Atene: finanziare debito e deficit

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La zona euro vive la sua prima crisi. Il timore che la situazione greca possa innescare un effetto domino è sollevato da molti.
Quando l’anno scorso, i socialisti greci sono arrivati al potere, hanno trovato un deficit pari al 12,7% del Pil. Deficit che ha fatto lievitare il debito pubblico al 113% del Pil.

I due parametri sono superiori ai limiti fissati dal trattato di Maastricht, rispettivamente del 3% e del 60%.

Priorità assoluta di Atene è finanziare deficit e debito. A questo fine la Grecia è obbligata a chiedere in prestito del denaro emettendo obbligazioni.

Quest’ultime prendono la forma di titoli di credito comprati allo Stato da investitori: come banche nazionali, private, fondi pensione, assicuratori.
Gli interessi, i cosiddetti interessi del debito, sono versati regolarmente ai creditori.

Alle agenzie di rating il compito, poi, di valutare la solvibilità di un soggetto (in questo caso lo Stato) emittente obbligazioni.
Se la valutazione è negativa, gli interessi aumentano per incentivare gli investitori a continuare a investire del denaro. Allo stesso tempo aumentano gli interessi del debito e il rischio di insolvibilità.
Che rischia di influenzare negativamente l’andamento dei mercati.

Se in effetti Atene non riuscisse a collocare le proprie obbligazioni o se non riuscisse a rimborsare nei tempi previsti gli interessi , la Grecia si troverebbe in una situazione di insolvibilità e le conseguenze potrebbero ripercuotersi nella zona euro.

A subirne le conseguenze paesi creditori come Francia e Germania, le cui banche hanno investito nelle obbligazioni greche, e che vedrebbero andare in fumo il denaro prestato; in secondo luogo Paesi come Italia, Spagna, Irlanda e Portogallo a loro volta potrebbero a loro volta vedersi chiudere il rubinetto del credito.

Al fine di evitare un effetto domino, che potrebbe destabilizzare l’economia europea, il governo greco ha adottato un piano d’austerità: riduzione della spesa pubblica e aumento del gettito fiscale i due pilastri portanti.

Un piano di rientro che non è piaciuto ai greci. Tutti dagli studenti ai pensionati sono in scesi in piazza per criticarlo.