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Chiesa e pedofilia, chieste le dimissioni del primate d'Irlanda

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Chiesa e pedofilia, chieste le dimissioni del primate d'Irlanda

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Pedofilia, il primate della chiesa irlandese deve dimettersi, dicono le associazioni delle vittime. Cosa che Sean Brady non ha nessuna intenzione di fare.

Negli anni settanta, semplice sacerdote, avrebbe chiesto il silenzio di alcuni bambini sugli abusi subiti, in cambio della punizione del colpevole.

“Non c‘è stata copertura dei fatti”, ha dichiarato Sean Brady, “ho davvero creduto a queste persone. Ho riportato ciò che ho sentito al vescovo che ha agito. Penso a questo e al lavoro che è stato fatto per la salvaguardia dei bambini negli anni e francamente non vedo perché dovrei dimettermi”.

Ma nessuno ha punito Brendan Smyth, uno dei responsabili delle centinaia di abusi sessuali commessi su bambini nell’arco di quarant’anni, almeno fino al suo arresto nel ’94 e alla sua morte in carcere.

E qualcuno, dicono le associazioni in difesa delle vittime, ora deve pagare per questa omertà.

“Sean Brady ha stabilito che questi bambini dicevano la verità”, ha detto Colm O’Gorman, direttore di Amnesty international per l’Irlanda e lui stesso vittima di abusi, “ma si è limitato a passare l’informazione ai suoi superiori. Mentre per altri diciotto anni Sean Brady faceva carriera nella chiesa cattolica, Brendan Smyth ha continuato a violentare e abusare di altri bambini”.

La tollerenza zero, promettono intanto dal Vaticano, è per noi un obbligo morale. Il celibato non si tocca ma ci sarà una maggiore selezione e una formazione spirituale più attenta.

Per il momento, visto il dilagare di casi nella chiesa cattolica di mezza Europa, il papa scriverà una lettera pastorale ai preti irlandesi, inedito monito ufficiale in materia.