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Il British National Party alle prese con i giudici: statuto discriminatorio, è l'accusa

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Il British National Party alle prese con i giudici: statuto discriminatorio, è l'accusa

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I magistrati ieri hanno bloccato l’iscrizione di nuovi membri al partito di estrema destra. Nello statuto vi sarebbero ancora norme discriminatorie. Gia’ lo scorso mese, obbligato dai giudici, il partito ha eliminato la regola che consentiva soltanto ai bianchi l’iscrizione.

“Come ogni altra organizzazione – dice Susie Uppal, responsabile della commissione che vigila sul rispetto dei diritti umani e civili -, i partiti politici devono rispettare la legge e non devono discriminare gli aspiranti membri.”

Nel loro nuovo responso, i magistrati sottolineano come il partito faccia sottoscrivere ai nuovi adepti la clausola del mantenimento dell’integrità dei Britannici indigeni. Gli aspiranti sono poi sottoposti a colloqui, che possono durare fino a due ore.

“In questo paese – si difende il segretario BNP, Nick Griffin – ci sono molti esponenti di minoranze etniche che vivono qui da decenni: pagano le tasse, sono in attesa degli alloggi popolari e ora sono stati scavalcati dagli immigrati dell’est Europa e della Somalia. Quelli stanno dalla nostra parte. Dunque, non sono d’accordo con il giudice ma la sentenza c‘è e ci dovremo adeguare.”

Il contestato British National Party, fino a qualche tempo fa pressoche’ sconosciuto, non ha seggi al Parlamento nazionale. Ma alle ultime elezioni europee ha fatto la sua irruzione sulla ribalta politica, guadagnato due eurodeputati.