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Genocidio armeno: per la Turchia è crisi diplomatica

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Genocidio armeno: per la Turchia è crisi diplomatica

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Dagli Stati Uniti alla Svezia, Ankara si trova nel giro di una settimana ad affrontare la seconda crisi diplomatica per il massacro degli armeni.
Molti cittadini turchi hanno manifestato davanti al consolato svedese di Istambul contro la mozione votata dal Parlamento di Stoccolma che riconosce la strage risalente ai primi del ’900 come genodicio. Una ricostruzione storica che il governo turco respinge.

“Questo argomento deve essere affrontato dagli storici – sostiene il premier Recep Tayyip Erdogan- Il fatto che ciò sia presentato da diversi paesi come una minaccia, lo trovo ingiusto e incomprensibile”.

Dal voto del Parlamento svedese ha preso le distanze il governo di Stoccolma. Per bocca dell’ambasciatore in Turchia ha fatto sapere che la mozione non compromette i buoni rapporti tra i due paesi.

Christer Asp – Ambasciatore svedese in Turchia: “La decisione del Parlamento non cambierà il forte sostegno che il governo svedese dà alla Turchia per il suo ingresso nell’Unione Europea”.

Subito dopo il voto di Stoccolma, Ankara ha disposto il ritiro dell’ambasciatore turco e l’annullamento della visita del premier Erdogan, fissata per il prossimo 17 marzo.