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Spagna: il Paese si è raccolto per il sesto anniversario delle stragi sui treni

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Spagna: il Paese si è raccolto per il sesto anniversario delle stragi sui treni

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Sei anni dopo, l’emozione è ancora forte: le bombe sui treni di Madrid uccisero 193 persone, compreso un nascituro, e ne ferirono oltre 2.000. Una strage che i madrileni hanno ricordato, con manifestazioni pubbliche e private di cordoglio: chi è salito sul convoglio della metropolitana e ha rifatto lo stesso percorso, portando fiori; chi si è recato in una delle stazioni, ed ha ricordato in silenzio quell’11 marzo del 2004. E poi le celebrazioni, più formali, del comune, del Governo, del Parlamento, dei sindacati, delle varie associazioni, come quella dei parenti delle vittime. Una madre racconta la sofferenza che non si spegne:

“Chiunque potrebbe essere al mio posto, chiunque potrebbe sentire la mancanza di un figlio di 20 anni, chiunque avrebbe potuto andare al lavoro quel giorno, e chiunque avrebbe potuto continuare ad aspettare il suo ritorno, sei anni dopo”

Furono gli attentati più sanguinosi degli ultimi decenni in Europa, e avrebbe potuto anche andare peggio, se le bombe non fossero esplose prima che i treni confluissero nella stazione di Atocha. Una sola delle bombe è esplosa nella più affollata delle stazioni madrilene, nell’ora di punta. Le altre tre in stazioni periferiche, e una sulla linea, prima dell’arrivo ad Atocha.

In quei giorni e nelle settimane successive i madrileni lasciarono fiori ed ogni sorta di messaggio, nei luoghi della strage.

Oggi, tutti quei segni tangibili della risposta di un popolo non sono stati dispersi o eliminati: la società ferroviaria li ha conservati, e si prepara ad esporli nei locali della propria biblioteca:

“C’erano delle tende, si vedeva che erano state strappate direttamente dalle case e usate come supporto per scrivere le parole ‘pace’ e ‘amore’, e non solo queste parole contano, ma tutto il contesto.”

Un contesto fatto di parole e simboli, momenti, ricordi, che rimbomberanno ancora per molti anni nelle teste di chi c’era, e condizionerà ancorta a lungo la vita della società spagnola.