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Slovenia: una legge per i "cancellati"

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Slovenia: una legge per i "cancellati"

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Approvata dal parlamento sloveno una legge che mette fine alla questione dei “cancellati”. Si tratta di una vicenda nata 18 anni fa quando, nel 1991, immediatamente dopo la dichiarazione d’indipendenza della Slovenia, a circa 200.000 persone furono distrutti gli estremi dei documenti contenuti nei registri. Si trattava in prevalenza di cittadini di altre repubbliche dell’ex Yugoslavia.

A loro venne consentito di iscriversi all’anagrafe slovena tramite la compliazione di un semplice formulario. Per gli altri fu istituito un registro “stranieri”. Ma coloro, circa 18.000 persone, che non si iscrissero a questi due registri, per scelta o perché non a conoscenza di questa possibilità, persero tutti i diritti civili, sociali e politici. Nel febbraio del 2009 dopo lunghe proteste circa 2.200 persone ottennero la cittadinanza retroattiva. Le autorità slovene finora non hanno riconosciuto la natura discriminatoria della “cancellazione”.