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Biden a Ramallah dopo lo "sputo in faccia" israeliano

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Biden a Ramallah dopo lo "sputo in faccia" israeliano

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Ordine del giorno sconvolto, nell’incontro fra il vicepresidente americano Joe Biden e il presidente palestinese Mahmud Abbas a Ramallah. A dominare, sarà l’annuncio fatto ieri dal ministero dell’interno israeliano di un nuovo progetto di ampliamento degli insediamenti. Annuncio coinciso con la visita di Biden in Israele.

Il progetto prevede 1.600 nuovi alloggi a Ramat Shlomo, quartiere abitato da ebrei ultraortodossi nel settore orientale di Gerusalemme, zona a maggioranza araba e annessa da Israele nel 1967. Annessione non riconosciuta dalla comunità internazionale.

Il tempismo dell’annuncio, nel momento in cui l’amministrazione Obama sembrava cercare il disgelo con il governo di Benyamin Netanyahu, è stato fortemente criticato dalla stampa israeliana, che ha parlato di uno “sputo in faccia” a Biden.

Lo scorso novembre il governo Netanyahu ha decretato una moratoria di dieci mesi della colonizzazione, senza però includere Gerusalemme est.

Il via libera al progetto è stato dato da un ministero, quello dell’interno, presieduto dal partito ultraortodosso Shas.

Lo stesso Netanyahu si è detto colto di sorpresa dall’annuncio, il che non ha impedito a Biden non solo di condannare fermamente il progetto, ma anche di considerare l’eventualità di annullare la cena prevista per ieri sera con il primo ministro. Cena cui si è presentato poi con un’ora e mezza di ritardo.