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Svizzera. Referendum: la pensione non si tocca

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Svizzera. Referendum: la pensione non si tocca

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In Svizzera i sindacati festeggiano l’esito del referendum perché gli elettori hanno detto no alla riduzione dell’aliquota di conversione della pensione integrativa, il cosiddetto “secondo pilastro”. Oggi l’aliquota è del 7% circa. Giunto alla pensione un lavoratore percepisce ogni anno il 7% del capitale accumulato con l’integrazione. La proposta, bocciata, era quella di portare il tasso al 6,4%:

“Ogni franco accumulato col secondo pilastro deve andare ai lavoratori – dice Aldo Ferrari, Segretario regionale del sindacato UNIA – Abbiamo vinto oggi e spero che il parlamento ascolterà questo messaggio”.

Gli elettori hanno respinto anche la proposta di rendere obligatorio, per i cantoni, l’avvocato per gli animali maltrattati. Questa figura già esiste in Svizzera, i cantoni possono istituirla, ma non ne hanno l’obbligo. La norma già esistente è stata ritenuta sufficiente:

“Abbiamo una legge sulla protezione degli animali molto forte, che è stata di recente rivista con varie aggiunte ed ha attirato l’attenzione di tutto il mondo commenta l’avvocato Goetschel, difensore degli animali a Zurigo – Forse gli svizzeri si sono detti: aspettiamo di vedere come funzionerà questa nuova legislazione”.

Il terzo referendum, che è stato invece approvato, riguardava la ricerca sugli esseri umani. Il nuovo articolo costituzionale fissa l’obbligo di tutelare la persona, ma precisa anche che si dovrà tener conto dell’importanza della libertà di ricerca.