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Obama e l'Iraq: il voto una pietra miliare

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Obama e l'Iraq: il voto una pietra miliare

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Quella in Iraq è stata la guerra di george Bush e Barack Obama, che l’ha ereditata e vorrebbe finirla per concentrarsi sull’Afghanistan, è stato fra gli spettatori più attenti del voto. Il commento è stato positivo. Secondo il Presidente degli Stati Uniti queste elezioni politiche sono una pietra miliare nella storia dell’Iraq: “Il voto è l’inizio e non la fine di un lungo processo elettorale e costituzionale. Le schede devono essere contate, i ricorsi devono essere esaminati e l’Iraq, con il sostegno delle Nazioni Unite, ha disposto una procedura per indagare su ogni accusa di frode. Come previsto, ci sono stati alcuni episodi di violenza, ma in generale, il livello di sicurezza e la prevenzione di attacchi destabilizzanti hanno dimostrato le crescenti capacità e la professionalità delle forze di sicurezza irachene”.

Poi il Presidente degli Stati Uniti ha toccato l’argomento che più interessa gli americani: quello del ritiro delle truppe: “Entro la fine di agosto, la nostra missione di combattimento finirà. Come ho detto l’anno scorso, quando ho spiegato la nostra nuova strategia in Iraq, continueremo a formare e ad assistere i militari iracheni, porteremo avanti mirate operazioni di antiterrorismo con i nostri partner iracheni e proteggeremo le nostre forze e i civili”.

50 mila soldati aspettano il rimpatrio. Da agosto in poi sul campo dovrebbero restarne altri 50 mila con compiti di istruzione e supporto agli iracheni.