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Iraq, alta affluenza alle urne

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Iraq, alta affluenza alle urne

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E’ stata una vittoria della democrazia sul terrorismo, con oltre il 55 per cento dei 19 milioni di elettori che hanno espresso il loro voto; nonostante i sanguinosi attacchi messi a segno alla vigilia e nel corso della giornata elettorale in Iraq.
L’Alleanza capeggiata dal primo ministro, lo sciita Nuri al Maliki, dovrebbe avere vinto secondo le prime stime, ma gli esperti ritengono che difficilmente il premier uscente riuscirà a formare una nuova coalizione.

Il Blocco iracheno che fa capo all’ex primo ministro Yihad Allawi teme brogli.
“Continuiamo a pensare che i trucchi siano ancora possibili – dice il portavoce del Fronte Nazionale per il Dialogo Mishaan al-Saadi -, come lo stesso Allawi ha detto nel suo discorso di ieri, mettendo in allerta la commissione elettorale indipendente”.

Soddisfazione per il regolare svolgimento della consultazione è stata espressa dall’ambasciatore americano Christopher Hill e dal comandante delle truppe statunitensi Ray Odierno.
“Il nostro personale – ha detto Hill – è rimasto colpito dalla competenza degli incaricati iracheni. Ci sono stati solo piccoli problemi nella ricerca dei nomi nelle liste elettorali e per il fatto che alcuni hanno dovuto raggiungere i seggi a piedi a causa del blocco della circolazione dei veicoli”.
Secondo il comandante Odierno, ci vorranno 10 anni per giudicare oggettivamente se l’intervento militare è stato efficace oppure no.

Intanto, gli iracheni smontano i cartelloni e seppelliscono i morti della domenica elettorale: 38, con più di 100 feriti nei vari attacchi.