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Referendum Icesave: "no" in massa dell'Islanda

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Referendum Icesave: "no" in massa dell'Islanda

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Festeggiamenti in strada, esplosioni di gioia e fuochi d’artificio. Così l’Islanda accoglie i risultati del referendum sul caso Icesave: un no di circa il 93% ai rimborsi da quasi quattro miliardi di euro a Londra e L’Aja, per risarcire le vittime del crack della banca online islandese.

“Credo sia lo stesso genere di messaggio – dice una donna in un pub di Rejkavik – che i cittadini manderebbero al proprio governo in qualsiasi altro angolo del pianeta: non vogliamo essere noi a pagare per un sistema che un funziona”.

“Quanto è accaduto – commenta un altro ragazzo – credo sia abbastanza semplice: la gente ha espresso chiaramente di non voler finire schiava dei debiti”.
Il piano sottoposto al voto popolare prevedeva rimborsi a Regno Unito e Paesi Bassi, dilazionati fino al 2024, con ricadute pari a circa 100 euro mensili su ogni cittadino islandese.
“E’ abbastanza evidente – commenta il Primo ministro Johanna Sigurdardottir – che l’accordo proposto dalla legge è ormai privo di legittimità. Questo referendum lo conferma ed ormai è chiaro che dobbiamo proseguire nel nostro impegno: portare avanti i negoziati con Regno Unito e Paesi Bassi”.

Incoraggianti i segnali che in tal senso arrivano dal fronte internazionale. “Avanti con le trattative - il messaggio di Londra e L’Aja - il referendum è una questione interna”. Rassicurazioni anche da Bruxelles: “L’adesione ai 27 è un processo a parte”.