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No all'aborto. Spagna in piazza contro la riforma Zapatero

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No all'aborto. Spagna in piazza contro la riforma Zapatero

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La Spagna torna in piazza contro la legge sulla liberalizzazione dell’aborto, voluta dal governo Zapatero. “Assassini” e “Crimine di Stato” gli slogan più gettonati fra le migliaia di manifestanti, che per la terza volta dall’inizio dell’iter legislativo hanno sfilato in diverse città del paese. L’entrata in vigore è attesa per l’inizio di luglio.

“Siamo per il diritto alla vita – dice una partecipante al corteo -. Non è colpa dei bambini se i genitori non li vogliono. Avrebbero dovuto pensarci prima”.

Mentre gli antiabortisti scendono in piazza insieme a pro-life ed esponenti del Partito Popolare, tra i cattolici cresce però anche la dissidenza. Paloma Alfonso è la portavoce di un’associazione che ne difende il diritto all’autoderminazione. “Nel momento in cui la gente smette in massa di riconoscerla – dice – l’autorità della Chiesa perde di efficacia. In ambiti come il sesso, la stragrande maggioranza dei cattolici pratica la contraccezione e, se necessario, ricorre anche all’aborto. Tutti campi, nei quali finiamo per non seguire i precetti della Chiesa”.

La nuova legge consente l’interruzione volontaria di gravidanza a partire dai 16 anni e fino alla quattordicesima settimana di gestazione. Prima era possibile solo in caso di deformità del feto o rischi per la salute della madre.