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Iraq al voto, attacchi con decine di morti

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Iraq al voto, attacchi con decine di morti

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Gli iracheni hanno sfidato la violenza e le minacce di al Qaeda andando a votare in gran numero.
Ma nonostante le straordinarie misure di sicurezza, con centinaia di migliaia di militari dispiegati, fin dal mattino numerosi attacchi sono stati messi a segno in diverse località. Almeno 70 tiri di mortaio sono stati sparati solo nella capitale.

Complessivamente, il bilancio è di almeno 38 morti e 100 feriti.
Dappertutto si sono formate file davanti ai seggi, dove ogni elettore è stato accuratamente perquisito. Anche nella province sunnite di Mossul, a nord e al Anbar, a ovest, che 5 anni fa avevano boicottato la consultazione, il tasso di partecipazione è elevato.

Tutti i leader politici hanno espresso il loro voto già dal mattino: il presidente Jalal Talabani, il primo ministro Nuri al Maliki, l’ex premier Iyad Allawi.
Diciannove milioni di elettori sono stati chiamati al voto per eleggere 325 deputati del Parlamento per un mandato di 4 anni; 46 mila i seggi elettorali.
Le elezioni politiche sono giudicate cruciali per valutare il livello di maturità della democrazia irachena in vista del ritiro entro agosto della metà dei 96 mila soldati americani presenti nel Paese. La smobilitazione totale delle truppe statunitensi è prevista per la fine del 2011.