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Cuba: ancora un dissidente in sciopero della fame

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Cuba: ancora un dissidente in sciopero della fame

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Pronto a lasciarsi morire perché non resti impunita la scomparsa di Orlando Zapata e vengano liberati altri 26 dissidenti politici cubani. A riportare l’attenzione internazionale su libertà di stampa ed espressione nell’isola caraibica è il caso di Guillermo Farinas: psicologo e giornalista di 48 anni, al nono giorno di sciopero della fame.

“Voglio mostrare al mondo – ha dice dalla sua abitazione di Santa Clara – che gli assassini politici, a Cuba, sono purtroppo all’ordine del giorno . Finché permetteremo che la gente venga uccisa in prigione, non spezzeremo questo meccanismo”.

La sua protesta è iniziata all’indomani della morte in carcere per sciopero della fame del dissidente Orlando Zapata. Altri duecento quelli che, secondo alcune organizzazioni umanitarie locali, sarebbero ancora detenuti dalle autorità cubane.
“Sono sempre più i cittadini ormai convinti che insieme ai nostri fratelli cubani sia giunto il momento di alzare la voce – dice Miguel Angel Hernandez, dell’associazione “Orlando Zapata Tamayo” -. E’ importante mostrarsi solidali e restare in prima linea per i diritti umani. Ci battiamo una Cuba e un’America Latina libera”.

Già noto alle autorità, Farinas è al suo ventitreesimo sciopero della fame. Negli scorsi un rappresentante della Spagna lo ha invitato a interrompere la protesta e consentire a Madrid di ritentare la via diplomatica.