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Iraq: un Paese per tre etnie

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Iraq: un Paese per tre etnie

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A tre anni dalla morte di Saddam Hussein, in Iraq restano le tensioni fra le diverse etnie.

Ad Aoudja, villaggio natale dell’ex dittatore, a maggioranza sunnita, ci si prepara per le prime elezioni politiche. Qui nel 2005 nessuno si era recato alle urne. Le minacce di morte da parte degli estremisti sciiti, e la scarsa speranza in un nuovo corso democratico del Paese, avevano allontanato i sunniti dal voto, come spiega Munaf Ali Al Nada, a capo della tribù di Saddam e candidato:

“Nel 2005, nessuno ha preso parte alle elezioni perché nessuno era convinto del sistema di voto. A chi interessa votare per una lista chiusa? O per un numero?”

In Iraq i sunniti hanno anche manifestato contro la decisione del governo, a maggioranza sciita, di respingere, a un mese dal voto, le candidature di decine di loro esponenti, accusati di legami con l’antico partito Baa’th di Saddam.

Per il leader tribale Ahmed-Jasir, i sunniti non possono non prendere parte a queste elezioni:

“Ogni capo tribale deve riabilitare il Paese, dopo tutto ciò che è accaduto a causa dell’occupazione dell’Iraq. Devono esortare gli abitanti delle zone che controllano ad andare alle urne, in modo da raggiungere almeno un obiettivo minimo”

Il Paese è diviso in tre grandi gruppi etnici e religiosi. Gli sciiti sono la maggioranza, il 60% della popolazione, seguiti dai sunniti che rappresentano il 20% e dai curdi (il 17%). E il voto è rappresentativo di questa suddivisione, come si vede dai risultati delle elezioni del 2005.

La minoranza curda, cinque anni fa, ha beneficiato dell’assenza sunnita. Da allora siede al governo a fianco della maggioranza sciita.

“I curdi – dice Mohammed Kiani a capo della Lista per il Cambiamento – avranno un ruolo vitale nella formazione del nuovo esecutivo e porremo le nostre condizioni se ci uniremo ad altre coalizioni per formare un nuovo governo”

Fra queste condizioni c‘è il controllo sui pozzi petroliferi. Un tema che crea frizione tra le regione semiautonoma curda e Baghdad.