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Croazia e Serbia sulla via della riconciliazione

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Croazia e Serbia sulla via della riconciliazione

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A Bruxelles, venerdì a distanza di un’ora, il presidente croato Ivo Josipovic, e il premier serbo Mirko Cvetkovic, incontrando i dirigenti europei e guardando in direzione del club dei 27, si sono detti pronti a mettere da parte i vecchi rancori.

In seguito alla guerra di indipendenza che vide Zagabria e Belgrado in conflitto per cinque anni, la Croazia accusô la Serbia di genocidio presso la Corte internazionale di giustizia.

Tra gli autori della denuncia l’attuale presidente croato, giurista di fama internazionale.
La Serbia ha risposto con una controdenuncia il 4 gennaio scorso.

Il prossimo passo da fare per il premier serbo:

“Mi aspetto che entrambi ritiriamo le accuse. È la soluzione migliore. Penso che in futuro dovremo collaborare maggiormente con Bosnia, Erzegovina e Montenegro. Si tratta di Paesi con forti nazionalismi ma che parlano la stessa lingua. Quindi molti vicini gli uni agli altri per via della lingua, aspetto importante”.

Sempre venerdì a Lubiana si sono incontrati il primo ministro sloveno Borut Pahor, la premier croata Jadranka Kosor e il presidente della Serbia Boris Tadic.
In vista della conferenza del 20 marzo, i tre capi di stato e di governo hanno illustrato le proprie strategie per un contributo dei BAlcani al futuro europeo.

La conferenza del 20 marzo, promossa dai governi di Lubiana e Zagabria con l’appoggio delle istituzioni europee, mira a far incontrare per la prima volta dagli anni Novanta i leader politici di tutti i Paesi della ex Jugoslavia e dell’Albania.