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Arresti in Belgio. Prosegue l'offensiva contro il PKK

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Arresti in Belgio. Prosegue l'offensiva contro il PKK

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Quindici arresti in Belgio in un blitz contro un gruppo separatista curdo. A pochi giorni dalle operazioni di polizia in Italia e Francia, cresce la pressione internazionale contro il PKK, a cui l’organizzazione avrebbe fatto capo. In manette, insieme a due responsabili del partito dei lavoratori curdo, sarebbero finiti anche quattro giornalisti di un’emittente con sede nelle Fiandre, bandita in Turchia e considerata vicina proprio al PKK.

(sot25) “Conosciamo tutti le posizioni dello stato turco verso la libertà di stampa – dice un dipendente della tv -. In patria e anche all’estero”

(36) Venticinque, secondo le informazioni diffuse dalle autorità belghe, gli indirizzi coinvolti dalle perquisizioni, che sono effettuate in diverse città del paese.

(sot45) Plauso dalle autorità turche. Tra i primi a esprimere la soddisfazione di Ankara, il ministro degli esteri Ahmet Davutoglu: “Oggi – ha detto – la responsabilità di agire congiuntamente contro il terrorismo incombe su tutti i paesi. Accogliamo quindi con favore il contributo del Belgio nella lotta al terrorismo internazionale”

(06) Alla solidarietà chiama anche il PKK. Contro “l’attacco ostile” a Roj Tv, l’invito rivolto ai curdi d’Europa è a riunirsi e manifestare a Bruxelles. La scorsa settimana, presunte cellule di reclutamento del partito erano state smantellate in Italia e Francia.