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Polemica in Cile sui ritardi nell'allarme tsunami

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Polemica in Cile sui ritardi nell'allarme tsunami

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I saccheggi sono sotto controllo, ma ora, in Cile, è tempo di polemiche sull’allerta tsunami. Mentre il bilancio dei morti – ormai circa 800 – continua a salire, Marina militare e i responsabili delle emergenze si scambiano accuse: per avere sottovalutato la situazione. I soccorritori cercano i sopravvissuti, sarebbero ancora parecchie centinaia.

Le autorità dicono che la distribuzione degli aiuti sta procedendo con maggiore velocità, in molti ne hanno lamentato la lentezza. Oltre ai residenti cileni del posto, nella città costiera di Contitucion, c’erano anche cittadini cileni, arrivati da altre parti del Paese per le vacanze. Qualcuno ha visto morire i famigliari.

La marina cilena ammette il ritardo nella diramazione dell’allarme tsunami, scatenato dal sisma di magnitudo 8,8, uno dei più devastanti da un secolo a questa parte. Il presidente cileno Michelle Bachelet ha detto che il Paese è ancora in emergenza, poiché i servizi basilari non sono ancora stati ripristinati. E ha ribadito che il bilancio dei morti – con ancora centinaia di dispersi – è destinato a aumentare.