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Cile: aiuti alla popolazione terremotata

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Cile: aiuti alla popolazione terremotata

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Elicotteri militari al lavoro per distribuire acqua e cibo alla popolazione cilena. Impossibile raggiungere in altro modo località rimaste isolate a causa del crollo di ponti e strade.

Nei villaggi devastati dal sima di magnitudo 8.8 sulla scala Richter, che nella notte tra venerdì e sabato ha colpito il Paese, le squadre di soccorso, con l’aiuto di unità cinofile, continuano a scavare tra le macerie nella speranza di trovare altri sopravvissuti o localizzare i corpi privi di vita.

La presidente Michelle Bachelet ha chiesto ai Paesi stranieri impianti di desalinizzazione e generatori elettrici. Ma c‘è chi accusa l’esecutivo:

“Nessuno del governo – dice quest’uomo – è arrivato qua, anche solo per darci una pastiglia contro il dolore o per dirci ‘aspettate, vi aiuteremo’. Niente. Nessuno è arrivato, nessuno del governo. Alcune persone sono venute fino a qui, ma nessuno del governo”

A Talca, a un centinaio di chilometri dall’epicentro del sisma, il centro storico è stato completamente raso al suolo. I vigili del fuoco stanno contollando uno ad uno gli edifici rimasti in piedi per stabilirne l’agibilità e decidere se i sopravvissuti possano o meno far rientro nelle proprie abitazioni.

Negli ultimi tre giorni a Concèpcion 79 persone sono state estratte vive dalle macerie di un edificio di 14 piani ripiegatosi su se stesso. 800 finora le vittime del terremoto e dello tsunami successivo, mentre il numero dei dispersi resta imprecisato.