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Russia: bilancio della presidenza Medvedev a metà mandato

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Russia: bilancio della presidenza Medvedev a metà mandato

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Cambierà la Russia l’uomo che chiede una partnership privilegiata con la Francia, sulla base di una supposta prossimità spirituale dei due Paesi?
Dmitri Medvedev,a metà del suo mandato, resta per molti versi ancora un mistero.

Ma il suo carattere, grazie anche a dichiarazioni come quella rilasciata sulle Olimpiadi di Vancouver, si va scoprendo:

“Abbiamo vissuto troppo a lungo sulle risorse sovietiche, risorse che ora sono terminate. Non dobbiamo idealizzare la scuola sportiva sovietica. E’ finita e la nostra scuola sportiva dev’essere ancora creata”.

Non è la prima volta che colui che due anni fa fu “progettato” per la presidenza russa da Vladimir Putin e colui che di sovente è stato definito una marionetta, prende le distanze dal suo mentore e dall’era sovietica, un’epoca che recentemente ha confessato di non amare.

C‘è chi si chiede se può essere considerato un riformatore sociale che accompagnerà il Paese verso la modernità. Ma una cosa è sicura. Da qualche mese Medvedev appare più a suo agio negli abiti da presidente e compie gesti in maggiore autonomia.

Appassionato di nuove tecnologie, Medvedev è il portabandiera della modernizzazione. Nel settembre 2009, in un ritratto al vetriolo del suo Paese, ha denunciato una società arretrata e corrotta, un’economia inefficiente, una democrazia debole e una presenza troppo marcata dello Stato a tutti i livelli.

E ha agito. A colpi di licenziamenti: di un governatore su cinque e della maggioranza dei baroni locali in carica da oltre 20 anni. Ma il suo progetto prevede anche una drastica riduzione di personale al ministero degli Interni e nella polizia, e la lotta alla corruzione.

Per quanto riguarda i diritti dell’uomo, si notano dei miglioramenti. Un anno fa ha riconosciuto la violazione di alcuni di essi nel suo Paese e anche se gli avversari continuano a denunciare i metodi del primo ministro Putin, alcuni attivisti sono disposti a concedere il beneficio del dubbio al Presidente.

Resta il fatto però che le riforme tanto promesse tardano ad arrivare. La crisi inoltre ha messo in evidenza la fragilità dell’economia e i russi manifestano regolarmente contro i rincari, come qui a Kaliningrad.

Dimitri Medvedev sembra pieno di buone intenzioni, ma qual è realmente il suo margine di manovra? Secondo un recente sondaggio, soltanto il 14% dei russi ritiene che sia lui a governare davvero il Paese.