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Cile: il megasisma e lo tsunami

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Cile: il megasisma e lo tsunami

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Centoventi secondi di panico per milioni di cileni. Tanto è durata la scossa che nella notte tra venerdì e sabato ha colpito il Paese, anche qui nella località balneare di Viña del Mar, Questo tipo di sisma, che gli esperti chiamano “megasisma”, è tra i più forti che si registrano sulla terra e si producono quando si ha un fenomeno di subduzione, cioè quando una placca tettonica scorre sotto un’altra.

Con una magnitudo di 8.8 sulla scala Richter e l’epicentro situato a 35 chilometri sottoterra, il sisma ha interessato l’80% del territorio cileno (in arancione sulla carta) e anche l’arcipelago Juan Fernandez a 700 chilometri dal continente.

Qui una serie di onde alte da 40 a 60 metri si è abbattuta sulla costa travolgendo e spazzando via tutto.

Sull’isola Robinson Crusoe, che fa parte dell’arcipelago, un’equipe di archeologi franco-cileni si è salvata grazie all’allerta data dai pescatori un’ora prima che arrivasse lo tsunami.

Le onde, causate dal terremoto, hanno
danneggiato pesantemente anche la costa continentale cilena. In queste immagini si vede l’oceano che si ritira dopo aver raso al suolo il villaggio di Dichato, situato a 40 chilometri da Concepción.

L’agglomerato di Concepción, la seconda città del Paese con 500.000 abitanti, è tra le zone più colpite. Sembra che il rischio di tsunami sia stato sottovalutato, subito dopo il sisma, e che si siano persi momenti preziosi per salvare vite umane.

“Riteniamo – dice il colonnello dell’esercito cileno Jorge Concha – che ci siano molte persone che potrebbero essere disperse sotto le macerie. Anche nell’area in cui ci troviamo, a causa delle onde che, secondo i militari, hanno colpito questa zona 25 minuti circa dopo il terremoto”

Situata non lontano dall’epicentro, Concepción è stata spazzata da onde alte almeno 4 metri. Ecco una testimonianza:
“E’ arrivata un’onda alta almeno 8, 10 metri che ha raso al suolo molte case della costa, fra le quali la mia, quella di mia mamma e di mia zia”.

Circa 2 milioni di cileni, su una popolazione di 17 milioni (vale a dire un cittadino su otto) sono stati colpiti dal terremoto. Nei prossimi due mesi dovranno convivere con le scosse di assestamento, repliche che andranno diradandosi ma che i sismografi saranno in grado di registrare per almeno un anno.