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A Sarajevo occhi puntati sul processo Karadzic

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A Sarajevo occhi puntati sul processo Karadzic

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Sarajevo, mercato di Markale: il ricordo delle stragi di civili negli anni novanta è forte tra la gente
della città che fu assediata per 43 mesi. Karadzic deve rispondere anche del bombardamento che uccise sessantotto persone il 5 febbraio del 1994. C‘è chi chiede la testa dell’ex leader serbo-bosniaco.

“Manderei bambini bosniaci a dargli martellate in testa per farlo morire lentamente e con dolore. E’ quello che merita”, dice Jasmin Hido, ex prigioniero.

“Credo che all’Aja non avrà una punizione sufficiente”, afferma Muhamed Dizdar, ferito dalle granate serbe nel 1994, “dovrebbero rispedirlo qui a Sarajevo così potremmo impiccarlo nel centro della città”.

Dal 1992 Sarajevo viene regolarmente bombardata dai cecchini. Saranno oltre diecimila le vittime in quattro anni. Alla strage di Markale del 1994 segue quella del 1995 che provoca i bombardamenti Onu-Nato contro le postazioni serbe.

L’assedio finisce l’anno successivo. Coloro che lo gestirono i generali Stanislav Galic e Dragomir Milosevic sono stati condannati rispettivamente all’ergastolo e a 29 anni dal tribunale dell’Aja.