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Contro le false griffe in passerella a Milano

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Contro le false griffe in passerella a Milano

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Milano, tempo di moda e di polemiche. Nella settimana dedicata alle sfilate e alle modelle, gli stilisti chiedono a Bruxelles un intervento sostanziale per bloccare la contraffazione.

Duecento le collezioni presentate, ottantasei i defilés previsti. E i big della moda, Anna Wintour di Vogue America in testa, ci sono tutti.

Un palcoscenico di rilevanza internazionale, da cui gli stilisti dicono basta alle scarpe, ai vestiti e alle borse false che invadono il mercato e mettono a repentaglio i fatturati.

“La Commissione Europea, il Parlamento Europeo hanno il dovere di essere trasparenti, di creare il massimo della trasparenza”, dice in proposito Santo Versace, presidente del gruppo omonimo e dell’associazione di categoria Altagamma, “Se tu sapessi che comprando un prodotto contraffatto, prima di tutto aiuti il lavoro nero, praticamente aiuti l’evasione fiscale, lo sfruttamento dei bambini e finanzi la criminalità organizzata, penso che ti vergogneresti poi di comprare un prodotto contraffatto”.

Pesanti le perdite causate dalle false griffe: 20 mila posti di lavoro l’anno e quasi 12 miliardi di euro solo in Italia. Qualcuno chiude, come Mariella Burani.

Il Diavolo veste Prada, certo, ma che stia attento a dove e cosa compra.