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Cile in ginocchio per il terremoto

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Cile in ginocchio per il terremoto

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Una lunga e violentissima scossa di terremoto ha devastato il Cile. 8.8 gradi della scala Richter hanno messo in ginocchio il paese. La terra ha tremato in piena notte, con epicentro nel Pacifico, 90 chilometri a nord-nord-est di Concepcion, una delle principali città del Cile.
Il bilancio sale di ora in ora. I morti accertati sono oltre 120, una cifra destinata ad aumentare, dicono le autorità.

Le linee telefoniche e l’elettricità sono interrotte in gran parte del paese, rendendo difficile stabilire i danni in termini materiali e di vite umane.

Prima il violentissimo sisma, poi l’allarme tzunami:
onde alte più di due metri hanno già raggiunto varie città della costa cilena e le isole Juan Fernandez. Evacuate le zone costiere dell’Isola di Pasqua. L’allerta si è estesa anche alle Hawaii, alla Polinesia francese, al Giappone, all’Indonesia e al Pacifico meridionale. Il presidente eletto del Cile, Sebastian Piñera:

“Questo terremoto colpisce duramente la società cilena. L’attuale governo e il futuro esecutivo faranno tutto il possibile per collaborare al massimo delle proprie forze”.

A Santiago, a causa del sisma, sono crollati ponti ed edifici, l’aeroporto resterà chiuso almeno tre giorni. Mentre si comincia a delineare l’entità dei danni, parte la gara di solidarietà internazionale. La Commissione europea ha dato l’ok per un finanziamento di 3 milioni di euro in aiuti di prima necessità.