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Erdogan striglia la stampa: "L'allarmismo sul presunto golpe colpisce i mercati"

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Erdogan striglia la stampa: "L'allarmismo sul presunto golpe colpisce i mercati"

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Altri 18 arresti, che fanno salire a 31 il numero di militari trattenuti e ad oltre 65 quello dei sospettati. Continua a montare in Turchia il caso del presunto complotto, ordito dall’esercito nel 2003, per rovesciare il governo del partito conservatore di radici islamiche, AKP.

A interrogativi e preoccupazioni che sempre più stanno scuotendo il paese, il primo ministro Recep Tayyip Erdogan ha risposto promettendo la linea dura: “Nessuno è al di sopra della legge – ha detto -. Non siamo una democrazia incompiuta, ma uno stato democratico, basato sul diritto”.
Meno di ventiquattr’ore prima, la convocazione urgente dal presidente Abdullah Gül insieme al capo di stato maggiore interforze. Un appuntamento, le cui cronache sui giornali hanno però indotto Erdogan a strigliare i media turchi:“La stampa – la sua accusa – ha fatto commenti assurdi sul nostro summit dal Presidente. Voglio chiamare i direttori di questi giornali! Non è vero che non posso interferire in quello che dicono. Perché? Perché nessuno ha il diritto di alimentare le tensioni nel nostro paese. Non posso lasciare che articoli del genere si ripercuotano sui mercati”.

A preoccupare, insieme agli indici di borsa, anche le possibili ricadute sul sospirato ingresso nel club dei 27. Allarme che ha portato Istanbul a parlare degli arresti come parte di una “normalizzazione” ed “europeizzazione” del paese.