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Tensione fra Australia e Israele dopo l'omicidio di Dubai

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Tensione fra Australia e Israele dopo l'omicidio di Dubai

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L’Australia ha convocato l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti sull’utilizzo di tre propri passaporti da parte dei killer che lo scorso 20 gennaio, a Dubai, hanno ucciso il dirigente di Hamas Mahmud al Mabhouh. Per l’omicidio la polizia locale accusa il Mossad, i servizi segreti israeliani. Netta la posizione del ministro degli Esteri australiano dopo il colloquio:

“Se il risultato delle investigazioni ci portasse alla conclusione che l’abuso di passaporti australiani è stato in qualche modo sponsorizzato o perdonato dai vertici israeliani, l’Australia non lo considererebbe un atto amichevole”.

L’inchiesta intanto si allarga. Sono salite a 26 le persone sospettate di essere implicate nell’azione e accusate di aver utilizzato passaporti stranieri, in gran parte europei.
Alla lista di sospetti, già diffusa due settimane fa, si aggiungono altre 15 persone che avrebbero soggiornato a Dubai tra il 18 e il 20 gennaio.

L’Unione Europea ha condannato l’omicidio del leader del braccio armato palestinese, trovato soffocato in una stanza di un albergo di Dubai, senza citare esplicitamente Israele. Dal canto suo il ministro degli Esteri israeliano ha dichiarato che non esiste alcuna prova per mettere il suo Paese sotto accusa, ma non ha voluto smentire chiaramente l’implicazione di Israele nella vicenda.