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Turchia, Finkel: esercito paga così attacchi al governo

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Turchia, Finkel: esercito paga così attacchi al governo

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Gli Stati Uniti auspicano trasparenza, l’Europa non prende posizioni ufficiali. Gli arresti in Turchia di decine di militari con l’accusa di aver tentato un golpe scuotono il Paese e rimettono in discussione i rapporti di potere tra istituzioni che, negli ultimi 40 anni, hanno vissuto in ciclico conflitto.

L’accusa per le 49 persone arrestate lunedì è quella già emersa più volte negli ultimi anni: l’appartenenza ad ‘Ergenekon’, una specie di Gladio turca, che puntava a fare cadere un governo filo-islamico, pericoloso per i principi laici della Repubblica fondata da Ataturk. L’analisi di Andrew Finkel, commentatore nel Paese da 21 anni: “Negli ultimi anni l’esercito si è dato molto da fare per indebolire e delegittimare il governo. I militari hanno diffuso comunicati, anche su internet, in cui lo criticavano aspramente. E’ insomma evidente che all’esercito il governo non piace affatto. E questa non è altro che la risposta. Violate le nostre leggi? Allora ne pagherete il prezzo”.

In serata si è tenuta una riunione dei vertici militari annunciata sul sito web delle forze armate. L’esercito si difende ufficialmente spiegando che i numerosi documenti su cui si basano le accuse mosse dal governo di Recep Tayyp Erdogan costituivano semplicemente piani per fronteggiare un’eventuale emergenza.