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Grecia in piazza contro l'austerity: "Colpisce i più deboli"

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Grecia in piazza contro l'austerity: "Colpisce i più deboli"

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Atene in piazza per lo sciopero generale contro il piano di austerità varato dal governo greco, per far fronte alla crisi economica. L’appello che rimbalza da slogan e striscioni è a non sacrificare i bisogni della gente in nome delle esigenze del mercato. Istanze, che per la prima volta dall’insediamento di Papandreou a ottobre, hanno messo d’accordo sindacati del settore pubblico e privato. Rappresentanze di circa il 50% della forza lavoro greca, che insieme accusano: “A pagare per la crisi saranno così i più deboli”.
“Per i lavoratori sarà un massacro – conferma un manifestante -. Queste misure non devono passare: sono contro di noi, contro il settore pubblico e per questo vanno fermate. Sarà la nostra lotta a fermarle”.
Osservato speciale di Unione Europea e mercati, il governo si è finora rifiutato di cedere ai lavoratori. Un muro contro muro, che ha intanto portato allo stop per ventiquattrore di voli, traghetti e metropolitane. Chiusi anche scuole e uffici pubblici, mentre gli ospedali operano soltanto in casi d’urgenza.
Secondo i sondaggi il 60% della popolazione starebbe con il governo, ma in molti considerano l’agitazione di oggi come un barometro della protesta.
Mentre gli scettici fanno appello alla responsabilità in nome della ripresa, i soliti esagitati hanno fatto ricorso alla violenza. Scontri a margine del corteo, a cui la polizia ha risposto con manganellate e gas lacrimogeni.