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Le squadre di soccorso sono al lavoro, nell'isola portoghese di Madeira

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Le squadre di soccorso sono al lavoro, nell'isola portoghese di Madeira

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Nei giorni scorsi a Madeira si è abbattuta un’alluvione senza precedenti, spargendo morte e distruzione.

Quarantadue sono i decessi finora accertati, ma i soccorritori temono che nel fango e tra i detriti si nascondano altri corpi. Circa 120 persone sono ferite, mentre 240 hanno perso le loro case.

L’area attorno alla capitale Funchal è stata duramete colpita. E nelle zone collinari soprastanti molti villaggi sono rimasti a lungo isolati: soltanto domenica gli aiuti sono cominciati ad arrivare, ma le operazioni procedono a rilento.

Maria da Conceicao si trovava altrove quando la casa dei suoi congiunti è stata travolta dal fango: sette sono morti.

“Mia madre, mia sorella, i miei nipoti. Erano sette. Soltanto uno – racconta la donna, tra le lacrime – è riuscito a scappare. Hanno trovato il corpo di mia cognata laggiu’, insieme a un altro corpo. Non so se è il cadavere di mio fratello”.

Trecento persone hanno passato la notte in rifugi temporanei. L’esercito ha allestito nella capitale dei punti di raccolta per fornire una prima assistenza agli sfollati.

“Nonostante lo shock, qui stiamo bene – dice una donna rimasta senza casa – ma non possiamo restare qui per sempre. Abbiamo cercato di salvare le nostre cose. Adesso dobbiamo andare avanti”.

Madeira è un’importante meta per il turismo internazionale. Il governatore locale ha affermato che non ci sono stati incidenti particolari tra i turisti, ma il ministero degli Esteri britannico sostiene che tra le vittime c‘è un connazionale.